RECENSIONE: L'UOMO CHE INSEGUIVA I DESIDERI di Phaedra Patrick

Salve a tutti lettori,
buon pomeriggio e buon sabato. Il blog, purtroppo, per molti giorni non è stato aggiornato dal sottoscritto, ma ho una ragione valida: è iniziato un nuovo e importantissimo capitolo della mia vita. Questa, infatti, è stata la mia prima settimana da ginnasiale! Il liceo classico mi terrà molto impegnato, ma cercherò di aggiornare il blog quanto più possibile... Ho, inoltre, due comunicazioni: il blog, non so quando, cambierà. Ma non intendo dal punto di vista grafico, ma dal punto di vista dei contenuti: voglio renderlo, come dire, più professionale. Seconda comunicazione: da oggi in poi, quando scriverò le recensioni sarò severissimo e, questo, è il primo passo verso una forma di professionalità: leggendo le mie recensioni, infatti, mi sono reso conto di essere molto spesso comprensivo e flessibile nei confronti di cliché, trama, scelte stilistiche ecc. Tuttavia, a parer mio, una maggiore rigidità durante un'attenta lettura di un romanzo, mi permette di scrivere recensioni molto più chiare e comprensive. Ciò non significa che mi fossilizzerò con il rating, ma sarò, semplicemente, un blogger più severo, la cui severità scaturisce da un'attenzione quasi maniacale ai romanzi che vado a leggere... Comunque sia, chiacchiere a parte, do il via a questo post, ovvero la recensione dell'ultimo romanzo letto: L'uomo che inseguiva i desideri di Phaedra Patrick, una recente pubblicazione Garzanti. Ringrazio di cuore la casa editrice per avermi inviato una copia cartacea del romanzo.


Titolo: L'uomo che inseguiva i desideri
Autrice: Phaedra Patrick
Editore: Garzanti
Collana: Narratori Moderni 
Cartaceo: €16.90
Pagine: 288
Trama: Da un anno, ogni mattina, Arthur Pepper si sveglia alle sette e compie con esattezza gli stessi gesti. Si veste seguendo un ordine preciso, mangia una fetta di pane tostato, poi alle otto e mezzo si mette a sistemare il giardino. Questo è l'unico modo per superare il dolore per la perdita dell'amata moglie, Miriam, dopo tutta una vita passata insieme. Solo così gli sembra di poter fingere che lei sia ancora con lui. Ma il giorno del primo anniversario della sua scomparsa, Arthur prende coraggio e decide di riordinare gli oggetti di Miriam. Nascosta tra gli stivali, vede improvvisamente una scatolina. Dentro c'è un braccialetto con dei ciondoli: sono a forma di tigre, fiore, elefante, libro e altri piccoli oggetti. L'uomo sulle prime è perplesso; la moglie non indossava gioielli. Ma poi guarda con più attenzione e si accorge che su un ciondolo è inciso un numero di telefono, che Arthur non può fare a meno di chiamare subito. È l'inizio della ricerca e delle sorprese. Seguendo i ciondoli Arthur compie un viaggio che lo porta su un'assolata spiaggia di Goa che ha visto la donna giocare con un bambino indiano, a Londra da un famoso scrittore, in un'accademia d'arte dove è custodito un ritratto di Miriam da giovane, a Parigi in una raffinata boutique, in un castello della campagna inglese dove incontra una tigre, e in tanti altri luoghi che non aveva mai visitato. Un viaggio che gli fa scoprire una Miriam sconosciuta, ma che ha ancora tanto da insegnargli. E gli ricorda che l'amore è sorprendersi ogni giorno, per tutta la vita e anche oltre.



Negli ultimi tempi ogni romanzo pubblicato in Italia viene pubblicizzato come "il libro più atteso dell'anno", "l'esordio migliore dell'anno", "il romanzo che gli editor di tutto il mondo da tempo cercavano" e così via... Tra la marea di nuove uscite pubblicizzate in questo modo, l'unico ad avermi attirato sin da subito è proprio L'uomo che inseguiva i desideri, merito anche della meravigliosa veste grafica che la Garzanti ha riservato ai lettori italiani. Tuttavia, oltre ad averlo scelto, fra i numerosi romanzi in uscita in questo periodo, per la sua trama, mi ci sono approcciato per un commento di The Daily Mail che cita: "Un libro pieno di ottimismo in cui perdersi per ritrovarsi felici. " E, per fortuna, il romanzo si è rivelato concretamente un toccasana per il mio umore, in un periodo molto, molto impegnativo. Ma, andando con ordine, mi piacerebbe accennare qualcosa sulla trama.
Dopo la morte della moglie Miriam, Arthur Pepper, questo il nome del protagonista, inizia a vivere una vita scandita dalla routine quotidiana e dalle sue attività per sfuggire al dolore e dimenticarsene. E, in fondo, Arthur non potrebbe fare altrimenti, dopo aver perso la persona più importante della sua vita, la ragione vivente che lo spingeva ad alzarsi al mattino, ed essere rimasto quasi da solo. Quasi perché ci sono i suoi figli, Lucy e Nathan, ma purtroppo hanno altro a cui pensare. Lei che lotta contro gli ostacoli che la vita le piazza lungo il cammino, lui che vive dall'altra parte del mondo, in Australia, e deve giostrarsi fra lavoro e famiglia. E poi c'è Bernadette, la vicina di casa di Arthur, un'anima pia e altruista che fa di tutto per migliorare la vita del suo amico, soprattutto rimpinguandolo con le sue leccornie. 
Nel frattempo, a poco a poco, Arthur si rende conto che la presenza degli oggetti cari a Miriam proprio non lo aiuta a fuggire dalle dolenzie che il ricordo di lei gli ha lasciato e per questo decide di sbarazzarsene, donando tutte le chincaglierie e le cianfrusaglie varie in beneficenza. Rovistando nell'accozzaglia di roba della moglie, Arthur scova uno strano bracciale con otto ciondoli che non aveva mai visto al polso della moglie. Il nostro protagonista, spinto dalla curiosità, si ritroverà ad indagare sul significato del braccialetto e scoprirà che ogni ciondolo racconta un importante avvenimento del passato di Miriam, un passato di cui Arthur non conosceva neanche un minimo accenno. Alla fine, si ritroverà a vivere una rocambolesca avventura per scoprire chi era veramente Miriam. In questo viaggio, però, non ci sarà solo lui, ma anche la sua cara vicina Bernadette, il figlio all'apparenza meschino di quest'ultima, e tanti altri personaggi più disparati sparsi in ogni parte del mondo.

«Una storia sorprendente che insegna come la vita regali infinite possibilità. Basta non smettere di credere.»
Library Journal

Come gli altri romanzi del suo genere, anche l'opera della Patrick è stato decantato qui da noi come il romanzo che ha stupido editor e lettori di tutto il mondo, un romanzo d'esordio speciale che tutti dovrebbero leggere. Senza dubbio, quella de L'uomo che inseguiva i desideri, si è rivelata una lettura spensierata e godibile, ma, udite bene, non ci troviamo di certo di fronte al capolavoro del secolo e neanche dinanzi al libro più bello dell'anno. Questa è semplicemente una storia che instilla negli animi dei lettori una gigantesca dose di giovialità, in quanto riesce a conquistare sin da subito grazie allo stile scorrevole che funge quasi da espediente per oltrepassare le critiche dei lettori, che travolti da un turbinio di brio ed ilarità dimenticano persino di formularne, di critiche. E, questo è il pregio che spicca durante la lettura, quasi lo si potesse saggiare con mano: lo stile di scrittura, perché con molta facilità dà vita ad una trama lineare e poco impegnativa da divorare senza stare a pensarci. La Patrick utilizza un linguaggio semplicissimo, i termini alti non sono di casa, quindi se cercate un libro prolisso e parole ricercate in abbondanza, L'uomo che inseguiva i desideri non fa per voi. Ma, a parer mio, è impossibile resistere al fascino della penna di questa autrice esordiente che pone al centro del romanzo due temi importantissimi, perdita e anzianità, analizzati e descritti, per di più, con la delicatezza di una carezza. Grazie allo stile spigliato, inoltre, il romanzo si arricchisce con estrema naturalezza di un altro elemento estremamente fondamentale: i personaggi. Ma non parliamo di semplici uomini e donne che si muovono fra le pagine, parliamo di persone di cui vengono descritte due facce: quella esposta al mondo, e quella più reticente, quella che si cerca di celare al mondo. La caratterizzazione risulta quindi impeccabile, rasenta quasi la perfezione: e parlo soprattutto del punto di vista morale e caratteriale. Oltre a questo si aggiungono le ambientazioni che vanno ad incorniciare la storia ed arricchirla ancora di più; come vi ho detto prima, questo romanzo è anche un'avventura, se si vuole essere precisi una doppia avventura (sia nello spirito di Arthur, sia nel mondo reale), e quindi ci vengono presentati tutti i luoghi che il protagonista visita, da Londra a Parigi per continuare fino alle assolate spiagge indiane. Le descrizioni sono brevi e poco ricche di aggettivi vari, ma riescono con semplicità ad evocare suoni, odori, rumori e paesaggi che indubbiamente aiutano nell'immedesimazione del lettore nel romanzo. 
Ora, questo romanzo presenta due difetti che mi hanno fatto storcere il naso: i dialoghi e alcuni pezzi di storia che oltrepassano l'assurdo. I dialoghi non mi sono piaciuti perché in alcuni punti sono troppo affrettati e avrei gradito che alcuni avvenimenti venissero esplicati di più o, quantomeno, chiariti un pochino; in altri punti ho trovato, invece, alcune frasi e commenti totalmente inutili che potevano essere eliminati senza problemi, anche perché rallentano la narrazione e rischiano di annoiare i lettori. Passando al lato più strano del romanzo: ebbene sì, ci sono alcune pagine in cui sono raccontati fatti ma davvero, davvero assurdi! Vi faccio un esempio, che non è uno spoiler: ad un certo punto Arthur va a dormire a casa di un barbone che incontra nelle strade di Londra, perché non gli va di andare in stazione, prendere il treno e tornare a casa. Ditemi voi chi sulla faccia della terra andrebbe a dormire con un uomo che fa le elemosina in strada... Senza offesa ai mendicanti, che restano comunque persone con la loro dignità, ma è un avvenimento che non può essere catalogato neanche come verosimile perché è troppo incongruo. 
Nonostante questo però ho letto L'uomo che inseguiva i desideri con molto piacere e lo consiglio vivamente a chi ha bisogno di una storia poco impegnativa, con un pizzico di mistero e segreti da risolvere.


Un concentrato di buonumore da divorare in un solo giorno!

5 commenti:

  1. Risposte
    1. Ciao Patrizia! Di sicuro questo romanzo non ha la priorità su molti altri, ma se stai attraversando un periodo impegnativo te lo consiglio tantissimo, fidati: ogni parola di questo romanzo riesce con delicatezza a mettere il sorriso!

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  2. Tranquillo per l'assenza, la ragione è più che valida! Ti capisco benissimo perché anch'io ho iniziato un nuovo anno al liceo, il secondo, quindi so quanto impegno serva...
    Per quanto riguarda la recensione, mi è piaciuta, per me la trama risulta abbastanza interessante ma non sono ancora sicura di aggiungerla in WL...

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  3. Ciao Valentina, in bocca al lupo per il secondo anno! Per quanto riguarda il romanzo, te lo consiglio vivamente se hai bisogno di una lettura in grado di rilassarti, una lettura leggera ma avvincente da divorare in un periodo pieno di frenesia... Se vuoi leggere, invece, un romanzo dalla trama complessa te lo sconsiglio...

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  4. Ciao! In bocca al lupo per il nuovo inizio, gli anni del ginnasio e del liceo saranno bellissimi vedrai ^_^

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