Recensione: LA RAGAZZA CON LA BICICLETTA ROSSA di Monica Hesse

Buonasera lettori carissimi,
ben tornati sul blog. Perdonatemi se sono stato un po' assente, ma sono davvero tante le cose che mi orbitano attorno in questi giorni. Sono sfinito come sempre e avevo voglia di postarvi un post diverso dal solito, però lo rimandiamo a Domenica che ne dite? Un post diverso dal solito per informarvi delle ultime news. Bando alle ciance, con questo post voglio proporvi la recensione di un romanzo meraviglioso edito da Piemme, che ringrazio per la copia omaggio. E' un romanzo che consiglio davvero a tutti! Per saperne di più, continuate a leggere...


Titolo: La ragazza con la bicicletta rossa
Autrice: Monica Hesse
Editore: Piemme 
Collana: Narrativa
Cartaceo: €17.50
Pagine: 300
Data di uscita: gennaio 2016
Trama: È l’inverno del 1943 ad Amsterdam. Mentre i cieli europei sono sempre più offuscati dal fumo delle bombe, Hanneke percorre ogni giorno, con la sua vecchia bicicletta rossa, le strade della città occupata. Ma non lo fa per gioco, come ci si aspetterebbe da una ragazzina della sua età. Hanneke è una “trovatrice”, incaricata di scovare al mercato nero beni ormai introvabili: caffè, tavolette di cioccolato, calze di nylon, piccoli pezzetti di felicità perduta. Li consegna porta a porta, e lo fa per soldi, solo per quello: non c’è tempo per essere buoni in un mondo ormai svuotato di ogni cosa. Perché Hanneke, in questa guerra, ha perso tutto. Ha perso Bas, il ragazzo che le ha dato il primo bacio, e ha perso i propri sogni. O almeno così crede. Finché un giorno una delle sue clienti, la signora Janssen, la supplica di aiutarla, e questa volta non si tratta di candele o zucchero. Si tratta di ritrovare qualcuno: la piccola Mirjam, una ragazzina ebrea che l’anziana signora nascondeva in casa sua… Hanneke, contro ogni buon senso, decide di cercarla. E di ritrovare, con Mirjam, quella parte di sé che stava quasi per lasciar andare, la parte di sé in grado di sperare, di sognare, e di vivere. Un romanzo di lancinante bellezza, che ricorda classici del genere come Storia di una ladra di libri e Il bambino con il pigiama a righe, e racconta la città di Anna Frank e la forza di chi, come Hanneke, ha cercato di sconfiggere l’orrore con il più piccolo, e grande, dei gesti.





Non mi sarei mai aspettato che questo romanzo mi avesse colpito con tale intensità, il modo di narrare della Hesse è davvero speciale, così come la storia che sottopone al giudizio dei suoi lettori. Sì sì, avete capito bene. La nostra protagonista e la sua bicicletta rimarranno impresse a lungo nei vostri dolci cuoricini... Ci troviamo in un periodo molto particolare, dal punto di vista storico, economico e sociale, gennaio 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale. Protagonista del nostro romanzo è Hanneke Bakker, adolescente determinata che con la guerra ha perso ciò che di più prezioso aveva: il suo ragazzo Bas. Si guadagna da vivere fra le strade di Amsterdam come "trovatrice", ovvero, in sella alla sua bicicletta, scova al mercato nero prodotti introvabili e li consegna porta a porta, per guadagnarsi quel poco che permette a lei e alla sua famiglia di vivere: perchè lei lo fa per soldi, non per bontà, o gentilezza. Con la guerra la sua parte più umile è ormai scomparsa. Tuttavia durante una consegna la sua vita cambia: la signora Janssen, una sua cliente, le chiede di trovare una persona scomparsa. Le chiede di trovare Mirjam, ragazzina ebrea che la signora teneva nascosta in casa. E così Hanneke, ragazza che con la guerra ha perso la sua vera essenza, si mette in gioco per cercare una persona di cui non sa praticamente nulla. Le sue ricerche la porteranno a scoprire un lato nascosto della Amsterdam del 1943, e a conoscere persone grazie alle quali capirà che non è l'unica che con la guerra ha perso la voglia di vivere.

"Le mie giornate adesso sono piene di sensi di colpa, spesso; rabbia, quasi sempre; paura, costantemente. Ma quasi mai di insicurezza. Mi sono costruita la mia nuova vita con cura per proteggere me stessa e la mia famiglia meglio che posso."

Sin da subito la penna di Monica Hesse si è rivelata essere affascinante, misteriosa e avvincente. La storia abbraccia il lettore con un'intensità tale da scatenare in lui milioni di emozioni. Con questo romanzo l'autrice ha fatto davvero un ottimo lavoro perchè è stata in grado di ambientare una storia così intrigante in un periodo molto buio della nostra storia ed è stata ugualmente capace di farlo nel migliore dei modi. In primo luogo per la trama ben architettata con frequenti colpi di scena che vi spiazzeranno senza dubbio. Ci troviamo in un contesto in cui ogni cosa può essere errata e ogni tentativo di risoluzione del mistero può portare ad un vicolo cieco. Scoprire alla fine la verità dietro al mistero della scomparsa di Mirjam mi ha fatto molto rifelttere sull'astuzia dell'autrice: ha saputo giocare al meglio le sue carte in modo che la storia risultasse vera e lineare, sin quando si comprende realmente le ragione della scomparsa della ragazzina ebrea. E' difficile trovare punti a sfavore in questo romanzo, perchè i pregi si avvertono a pelle, appena si posano gli occhi sulle parole di Hanneke. Di questo romanzo ho apprezzato tre cose in particolare: lo stile della Hesse, che prevede brevi flashback sulla storia di Hanneke prima della guerra, le ambientazioni, in quanto l'autrice è stata in grado di dar volto ad un periodo storica molto buio, ed infine i personaggi perchè davvero, Hanneke non la dimenticherete mai. Forse è una delle poche protagoniste che stimo davvero nei romanzi. Intelligente, astuta, testarda, ma sotto sotto debole. Analizziamo però ogni singolo aspetto... per quanto riguarda lo stile, ci troviamo di fronte ad un romanzo d'esordio scritto da una nota giornalista americana che ha a che fare con romanzi tutti i giorni. Si nota di primo acchito che l'esperienza dell'autrice nel campo è molto vasta, in quanto sa come gestire le singole scene, i movimenti dei vari personaggi ed in generale lo sviluppo della trama. La storia segue uno schema ben definito, impossibile da criticare, e risulta in questo modo facile da seguire: l'autrice infatti narra una storia molto complessa, ma lo fa con semplicità in modo che il lettore possa comprendere ogni singolo movimento di Hanneke e di chi la circonda. Come vi dicevo ho amato i paesaggi in cui i personaggi si muovono, una Amsterdam dalla doppia faccia, una Amsterdam buia e pericolosa che cela insidie in ogni angolo. Infine fatemi parlare dei personaggi che meritano davvero tantissimo. Non voglio essere ripetitivo però voglio fare in modo che diate una possibilità a questo romanzo perchè credetemi Hanneke vi trascinerà con se anche contro la vostra volontà. Sarete costretti a vivere la sua storia, che narra con spirito critico nei suoi confronti, nei confronti della società che la circonda, nei confronti della guerra. Una volta finita la lettura continuerete a pensarla in sella alla sua bicicletta con il vento che le scarmiglia i capelli, fra prese in giro ai soldati e misteri da svelare. Per concludere, un romanzo che imparerete ad amare, che vi porterà alla scoperta della storia di una ragazza a pezzi che vuole riordinare gli sprazzi di vita che la guerra le ha rubato.

" Il più terribile dei pensieri, e ora l'ho detto ad alta voce e la sua enormità mi fa trasalire. Quando dici una cosa terribile, dovrebbe essere come toglierti un peso dal petto, ma dare voce a questo pensiero ha soltanto reso quel peso ancora più opprimente. "



            Un romanzo che dovete leggere. Assolutamente.

4 commenti:

  1. Bellissima recensione! Ho sempre amato i libri ambientati durante la seconda guerra mondiale, e questo mi ispirava già dopo una veloce lettura della sinossi... la tua recensione ha confermato che DEVO leggerlo! xD

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  2. Ammetto che i libri ambientati nella seconda guerra mondiale mi piacciono molto, questo e veramente insuperabile,lo trovo fantastico. Preferisco di gran lunga la copertina italiana

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    1. Questo è un romanzo meraviglioso che intreccia agli avvertimenti della guerra il mistero della bambina... te lo consiglio!

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