BLOGTOUR BERLIN - L'ALBA DI ALEXANDERPLATZ - Recensione + My Berlin


Buona domenica lettori,
e buona Pasqua! Avete già scartato le uova? Be' io spero di scartare qualche bel libro! Oggi sono qui per un appuntamento speciale, un'iniziativa targata Mondadori (che ringrazio per avermi coinvolto) che concentra l'attenzione su uno dei romanzi da me più attesi di questa stagione. Sto parlando di Berlin - L'Alba di Alexanderplatz di Fabio Geda e Marco Magnone, secondo libro di una serie che ha stregato tutti. Ma proprio tutti! Con piacere vi propongo la mia recensione e un piccolo gioco ispirato al romanzo, che trovo sia un'idea bellissima. Bando alle ciance, iniziamo subito!



Titolo: Berlin - L'Alba di Alexanderplatz
Editore: Mondadori
Autori: Fabio Geda - Marco Magnone
Collana: I Grandi
Data di uscita: 15 marzo 2016
Pagine: 228
Trama: Quando la città era ancora la città, ogni mattina le persone si svegliavano a Berlino Ovest e a Berlino Est, divise dal lungo, inesorabile Muro. Quando la città era ancora la città, Timo e Jakob e Christa non potevano immaginare che un giorno sarebbero stati costretti ad aprire gli occhi in un mondo senza più adulti, tra i quartieri di una Berlino irriconoscibile e pericolosa. Una città in cui per sopravvivere si sono divisi in gruppi: Gropiusstadt, Havel, Reichstag, Tegel, Zoo. Nonostante le lotte e le rivalità, però, tutti loro hanno qualcosa in comune: il virus che alla fine dell'adolescenza se li porterà via, come se crescere fosse una condanna. E il virus non è l'unico pericolo. C'è una creatura misteriosa che si aggira per le strade, sbrana e uccide animali e ragazzi, e poi scompare, quasi fosse invisibile. Soltanto alleandosi è possibile scoprire chi è e difendersi. Ma nella Berlino che non è più Berlino, è meglio affrontare la minaccia da soli o allearsi con il nemico? Pensò che la gente, quando è in pericolo, diventa egoista. E che l'egoismo è come legna per il fuoco. E che il fuoco, alla fine, brucia tutto.



Devo ammetterlo, aspettavo questo seguito da troppo! Immaginate la mia felicità quando la Mondadori mi ha invitato ad aderire a questa iniziativa! Inutile di dire che, come il primo romanzo, anche questo meraviglioso sequel l'ho divorato in un paio di giorni... con una veste grafica che adoro, con i toni del verde a dominare, e una trama ben studiata, posso dire che questo romanzo mi è piaciuto di più rispetto al primo, ovvero Berlin - I Fuochi di Tegel. Come nel primo romanzo, anche in questo i due autori, che dimostrano di essere molto capaci nell'attirare l'attenzione di lettori giovani e non, vanno ad esplorare le vite dei personaggi che avevamo lasciato nel primo volume. In L'Alba di Alexanderplatz si lascia grande spazio ai ragazzi di Gropius, del Reichstag, ma anche alle ragazze dell'Havel. Il romanzo inizia esplorando la vita dei ragazzacci di Tegel che amano creare scompiglio nella città fantasma. Tuttavia il loro desiderio di potere continua a crescere, soprattutto dopo che la terribile Wolfun sale al potere del gruppo: vuole estendere il dominio di Tegel ai territori circostanti. Tuttavia gli altri gruppi si preoccupano di tutto, fuorché di questo: una spietata creatura crea scompiglio fra gli altri gruppi. La creatura sbrana e uccide animali e ragazzi, ma poi scompare quasi fosse uno spirito! L'unica cosa da fare è quella di allearsi... ma cosa succederà fra i vari gruppi? Saranno davvero in grado di allearsi in modo tranquillo per sconfiggere la bestia? Questo tocca scoprirlo a voi!

QUANDO HAI PERSO TUTTO, RESTA CIO' CHE SEI.

Come vi dicevo, ho apprezzato molto questo atteso sequel, e mi riesce difficile trovare qualche difetto. Posso solo dirvi che se amate la distopia e i romanzi YA questa serie fa al caso vostro! L'ho iniziato con aspettative altissime e non mi ha affatto deluso. Ho apprezzato il fatto che gli autori non si concentrano su un solo gruppo, ma su tutti e che si concentrano anche sui singoli personaggi, andandoli ad arricchire con personalità differenti. Uno dei meriti che voglio dare agli autori è proprio questo: la capacità di saper caratterizzare un personaggio in modo completamente differente da un altro. Certo, all'interno di un gruppo, il comportamento dei personaggi è più o meno simile, però in questi casi sono i dettagli a fare la differenza. E i dettagli nei personaggi di questa storia ci sono eccome! Ognuno dei personaggi racconta la propria storia, i propri cambiamenti nella "Berlino fantasma". Durante lo svolgimento della trama, gli autori, descrivono con brevi flashback avvenimenti particolari della vita dei ragazzi quando il virus ancora non faceva la sua comparsa. Altra cosa che ho apprezzato è lo stile schietto ed efficace con cui gli autori descrivono lo svolgimento delle varie situazioni fra i gruppi di Berlino: troverete infatti capitoli brevi, che, semplicemente, vi descrivono ciò che accade. L'unico difetto che ho trovato in questo romanzo, e che per alcuni potrebbe risultare un problema, è che ci sono continui cambiamenti di visuale, ovvero si passa da un gruppo ad un altro continuamente per descrivere le situazioni. Forse avrei apprezzato di più la storia se a capitoli molto brevi fossero stati avvicinati capitoli leggermente più lunghi per descrivere varie situazioni all'interno dei gruppi. Tuttavia resta una delle serie italiane meglio riuscite, adatte a chi ama letture distopiche che alternano all'azione un po' di riflessione. Per concludere, un seguito eccezionale, a parer mio migliore del primo! Non vedo l'ora di poter leggere l'intera saga!

"In quel mondo nuovo, la nostalgia era sempre in agguato. Il problema era parlarne. Trovare orecchie in grado di ascoltare. Di accogliere. Di non giudicare. Di non prendere in giro. Per questo alla malinconia preferivano le chiacchiere futili."



Un sequel perfettamente degno del suo predecessore: leggete questa serie, non ve ne pentirete!



Immagina che ciò che è successo ai ragazzi di Berlin accada a te, nella tua città. Immagina che tu sia costretto a vivere in un mondo senza adulti, dove le regole di convivenza sono da ridefinire, dove è necessario procacciarsi il cibo o recuperare la legna per scaldarsi e dove persino i vecchi modi per trascorrere le giornate sono da reinventare. Immagina di dover scegliere un posto dove rifugiarti e degli amici con cui costituire un gruppo.

"Era l'aprile del 1978 quando il virus cominciò a mietere le sue prime vittime. Nel giro di un mese, degli adulti nessuna traccia. Non avevo mai amato la mia città, ma da allora cominciai semplicemente ad odiarla: una coltre perenne di nebbia e fumo si stabilì su di noi. Da subito, quasi se fossimo burattini, ci dividemmo automaticamente in quattro gruppi. Nel maggio dello stesso anno, dopo alcuni giorni di scontri fra i quattro gruppi, stipulammo un trattato: la città era di tutti. La città non era di nessuno. Ora siamo ad agosto e grazie al cielo, la pace fra noi regge ancora. Ma sono certo che questo accadrà ancora per poco. Il nostro stato d'animo comincia a vacillare e con esso vacilla l'equilibrio fra i gruppi."

1) Decidi Il nome del gruppo

"A fine aprile mi stabilii fra i Letterati, un gruppo di ragazzi che coltivavano l'intelligenza, la saggezza e l'altruismo. Per noi, solo aiutandoci gli uni con gli altri, si può raggiungere un equilibrio stabile e duraturo. Dimostrai sin da subito di essere come loro, e la mia capacità di cogliere l'essenza del mondo mi ha portato ad essere il capo del gruppo dopo la morte del mio amico Tobias."

2) Decidi il simbolo del gruppo, disegnatelo e scrivete una breve motivazione che giustifichi la vostra scelta.


"All'inizio, scegliere un simbolo era difficile, perchè pensare era difficile. Proposi allora di racchiudere in un cerchio, che simboleggia la perfezione, una L ovvero l'iniziale del nostro gruppo. Il tutto circondato da un mare di rosso che ricorda il sangue, e il sacrificio: sacrificarsi per gli altri vuol dire lambire il culmine della propria esistenza."

3) Decidi il luogo da trasformare nel vostro rifugio, cercate una foto (o fatela) e scrivete una breve motivazione che giustifichi la vostra scelta.


"Decidemmo di occupare il castello perchè ci permette di controllare dall'alto la città. Infine, il suo aspetto, ci ricorda la bellezza medievale, la conoscenza che cerchiamo ogni di giorno di coltivare."

6) Elencate dieci oggetti indispensabili che il gruppo dovrà subito procurarsi per la sopravvivenza quotidiana.

"Conoscenza vuol dire sapersi gestire in qualsiasi situazione. Ogni componente del gruppo dispone di dieci oggetti indispensabili per la sopravvivenza: una corda, uno zaino per raccattare qualsiasi cosa utile si trovi,  dei fiammiferi, dei cerotti, una bottiglia d'acqua sempre piena, dei chiodi, una mappa della città per evitare di invadere i territori degli altri gruppi, un binocolo, le forbici e un piccolo coltello."

8) Anche se puoi tornare nella tua vecchia casa in qualunque momento, elenca 5 oggetti che porteresti via con te nel nuovo rifugio.

"Tornare a casa mi risulta davvero difficile: ogni tentativo fino ad ora è fallito. Ogni volta la nostalgia riesce ad attanagliarmi! Ho portato con me un diario per raccontare cosa mi succede, una biro, un libro che mi ricorda la mia felice infanzia, una foto di famiglia e un vecchio pupazzo appartenuto a mio padre"

 9) Elenca le 5 cose che in una situazione del genere ti mancherebbero di più del mondo di prima e le 5 di cui non sentiresti per niente la mancanza

"Sono rannicchiato a terra in un'ala nascosta del castello e inizio a pensare. Mi mancano un mondo la mia famiglia, i miei amici che hanno scelto di stabilirsi in altri gruppi, la scuola dove i sorrisi erano pane quotidiano, la tranquillità e la libertà. Perchè in questo mondo siamo tutto fuorché liberi. Non mi mancano invece il caos, le lamentele degli adulti, la routine quotidiana, l'attenzione quasi maniacale nel fare qualsiasi cosa e la tecnologia, che ci relegava in uno stato di isolamento."



Bene lettori, spero che il mio modo di raccontare vi sia piaciuto! Ora attendo i vostri commenti... fatemi sapere se il mio gruppo vi piace e come vi comportereste se vi trovaste nella mia situazione.



9 commenti:

  1. Il nome del gruppo mi piace, è mi piace tantissimo anche il simbolo. Diciamo che mi ricorda un certo L di un anime 😉

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  2. Bella recensione e mi piace molto come hai strutturato 'My Berlin' ^^

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  3. si traspira dalla tua recensione la passione che hai provato per questo secondo capitolo! ;)

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    1. Un sequel perfetto! Se non hai letto i primi due della serie, ti consiglio caldamente di farlo ;)

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  4. Davvero una bellissima tappa! Complimenti e grazie per averla condivisa con noi lettrici e lettori! Mi piace tantissimo il simbolo del tuo gruppo ed è interessantissima la spiegazione che ne hai dato !! Anche il kit di sopravvivenza è perfetto, sceglierei gli stessi oggetti!!

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    1. Sono davvero, davvero felice che questo post ti sia piaciuto! Se ti va unisciti al mio gruppo ;)

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  5. Carina l'idea del kit di sopravvivenza ^^

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